Metodo Montessori, le 10 regole per crescere bambini felici

Il metodo Montessori, sviluppato dalla pedagogista, neuropsichiatra infantile, filosofa, medico ed educatrice Maria Montessori, si basa sul rispetto della libertà, dello sviluppo fisico, psicologico e sociale del bambino. Un metodo seguito da oltre 20 mila scuole in tutto il mondo e che si sta diffondendo sempre di più grazie ai suoi principi a misura di bambino, a partire dall’arredamento, funzionale e su misura, come vuole la tradizione artigianale. O la predilizione per i giocattoli di legno, fatti a mano come una volta. Ecco i dieci principi fondamentali.

Metodo Montessori in 10 punti

  1. Valorizzare l’indipendenza del bambino: il piccolo deve essere libero di sperimentare e imparare da solo. “Insegnare a mangiare, a lavarsi, a vestirsi è un lavoro ben più difficile che imboccarlo, lavarlo e vestirlo”, afferma Maria Montessori nel suo libro “Educare alla libertà”.
  2. Insegnare la precisione nei piccoli gesti: se spronato a prestare cura ai piccoli dettagli il bambino svilupperà in modo armonico la coordinazione dei movimenti. Ad esempio, insegnargli a mettere a posto gli oggetti in modo ordinato, mettendo ogni cosa al suo posto.
  3. Non impedire al bambino di fare cose considerate inadatte alla sua età: quando il piccolo si sente coinvolto e riesce a portare a termine un compito, si sentirà realizzato e motivato a fare sempre meglio. In cucina, ad esempio, anche i bambini piccoli possono imparare a maneggiare coltelli, piatti e bicchieri di vetro in modo responsabile, purché ci sia sempre la super visione di un adulto.
  4. Libertà di scelta: non vuol dire libertà di far ciò che vogliono, ma di indicare consapevolemente una preferenza. Ad esempio, quando si tratta di scegliere i vestiti da indossare, si possono proporre al bambino due opzioni: in questo modo lo si lascia libero di scegliere, ma non di fare razzia dell’armadio.
  5. Stimolare gli interessi e la creatività: oltre ai classici giochi, il bambini deve avere a disposizioni libri, materiali per fare lavori manuali (pasta modellabile, carta, forbici, nastri, colori) e musica.
  6. Creare gruppi gioco con bambini di età differenti: questo approccio favorisce l’apprendimento. La dimostrazione sono i bambini che hanno sorelle o fratelli più grandi: imparano più in fretta grazie all’emulazione.
  7. Ambiente ordinato: maria Montessori sosteneva che in un ambiente ordinato i bambini sono predisposti a lavorare e apprendere meglio. L’ideale sarebbe creare una parte della casa che sia accessibile anche ai più piccoli, per permettere loro di ordinare da soli e accedere a giochi e materiali in autonomia. In questo senso, i mobili artigianali fatti a mano rispondono all’esigenza primaria di creare un ambiente fatto su misura di bambino.
  8. Ruolo dell’adulto: non deve essere mai interventista. Il genitore deve essere più uno spettatore, un angelo custode che un compagno di giochi. “Deve osservare molto e parlare poco”, afferma Montessori.
  9. Contatto con la natura: deve essere costante e presente nel quotidiano, per permettere al bambino di sviluppare tutti i 5 sensi. Ma significa anche vestire con tessuti naturali e rispettosi della pelle dei piccoli e dell’ambiente.
  10. Attività ludiche: devono includere anche giochi di concentrazione, come i puzzle o i giochi a incastro, per far apprendere al bambino la coordinazione e l’attenzione.

Esplora migliaia di prodotti artigianali su Artimondo

Scrivi un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*